Dai grandi classici russi ridotti a spizzickj e bocconov

Due imbranati scelti:

Dovetti a tal punto centellinare i bei momenti in questi ultimi anni che ,vinti cinque euro al gratta e vinci, mi si riempirono di lacrime il viso e dissi al tabaccaio “fermati attimo, sei bello!”. Scendendo le scale del sottopasso per andare agli inferi ma, il biglietto e i cinque euro ancora con me e il sapore delle caramelle di liquerizia, menta e mascarpone comprate e risalendo le scale verso il paradiso ed il sole e il treno in orario e decidendo di non poter aspettare, postommi dal cellulare. Cinque euro tondi di connessione dati, Santissima TREnità…

e

Commedia in un atto, protagonisti Oljev Estravlinov Markov e Vassiljev Andrej Romanov:

  • O.E.M. E tu, proprio tu amico compagno Vassiljev Andrej Romanov, ti trovasti in sua presenza, di lei medesima che sempre hai adorato e che lei, in persona più volte giurò amicizia fraterna e tu, proprio tu amico compagno, fosti muto, tu proprio tu, con la tua parlantina veloce e prolifica! Come potè capitare amico compagno?
  • V.A.R. Mah…

A lezione di Reputation due punto zero

Lelluzzo Cisco Dainesi
Un caro saluto agli studenti della Cattolica e un augurio di una serena lezione di “Organizzazione in rete digitale e applicazioni web” con il sempre illustrissimo Dottor Lele Cisco Dainesi Grande Blogger dell’Ordine della Fava e motociclista provetto.

Spiegazione del post:
Lele mi chiama e mi dice che in pratica non gli va il blackberry che il pop3 va e l’smtp no e dice “mandami una mail che te lo dimostro”. Io gliela mando la mail e lui “Caspita! ma non le ricevo le mail” e siam lì che ridiamo e lui dice: “mettimi leweb3 nella barra laterale e anche quel coniglione” e io sempre pronto “si si non c’è problema” ma intanto stavo scrivendo su twitter ben altro.
Poi Lele tira fuori che adesso è prof e qui e su e giù e che domani fa lezione in Cattolica che ha trovato a chi vendere un po’ d’aria fritta e mi dice “Domani ci faccio vedere il tuo blog che è un chiaro esempio del Movimento Web Phon 2.0 qui in Italia” e io gli ho promesso che l’avrei ringraziato ché all’Università non pensavo di entrarci neanche per sbaglio figuriamoci chessò sul maxischermo.

Barcamp un anno fa

Giorno o più o giorno meno, un anno fa quel bell’omino di Riccardo aiutato da Davide portava il format del barcamp, la non conferenza, qui in Italia con lo bzaarcamp e nel bene o nel male il fenomeno ha smosso qualcosa in questo paese sonnacchioso. Cazzari, monotematici o multidisciplinari i barcamp hanno permesso a centinaia di persone di conoscersi e di cementare amicizia e stima durante tutto l’anno e di sviluppare reti professionali, nonostante non si sia appreso fino in fondo, secondo me, lo spirito autentico di un evento del genere. Come fece notare Gaspar dopo il Camp di Torino ci sono un paio di aspetti da tenere ben presente, oltre alle regole del barcamp: “Viva la saletta, a morte il salone” e “defiscalizziamo i pennarelli“, facili da enunciare, meno da seguire (tranne forse per Gaspar).
Ho partecipato ad ogni appuntamento a cui ho potuto e lì vi ho lasciato un pezzetto di cuore, quando non ho potuto, il dispiacere è stato davvero tanto; foto, video in streaming e slide non riescono minimamente a ricreare l’ambiente e il contatto umano che sono il vero pregio del barcamp.
L’ultimo in ordine di tempo è stato il RomagnaCamp (splendidamente organizzato da Elena, Giovanni, Francesca e Luca) passato a dormire in tenda e a chiaccherare magari di perl ad oggetti con in braccio Ulisse o Sofia.
Se questo sabato riesco vado al CreativeCamp e poi si comincia a risparmiare i soldi perché devo andare a Londra a rigare il mac di un amico.

ps
Se vuoi seguire l’andamento dei barcamp in Italia, metti nel tuo aggregatore il blog dei BarCamp creato da Giovy e magari se non l’hai mai fatto comincia a partecipare, ne vale la pena.

NB
Sono ancora terribilmente inverso, niente di ché tranquillo, comunque ho tempi biblici nelle risposte sia dei commenti che via mail, porta pazienza e se è urgente chiama. Se vuoi avere la temperatura del mio stato mentale, consulta il tumblr, è un buon indicatore…

Chi siamo

Disclaimer:
Non che una sola parola delle susseguenti, abbia a che fare con la realtà eh.

Non potendo parlare male della ditta che faticosamente ogni giorno mi da tante pene con cui sfamarmi, me la prendo con il nostro Cozzulente Asiendale. Che siccome che talune affermazioni mi avevano fatto vibrare i sensi di ragno, ho deciso di indagare con circoncisione e mi sono avventurato sul sito web alla ricerca di indizi. Alla pagina “chi siamo” le prime parole lette sono state “Noi siamo un’azienda […sbrodolat sbrodolat]” E io penso che dev’essere uno che sta al mare perché parla a cozza, voglio dire, credo sarebbe meglio scrivere Noi siamo un gruppo di persone [sbrod sbrod]. Ci si imbroda lo stesso ma almeno lo si fa in italiano.

ps
Ho qualche decina di mail e commenti che attendono una risposta, amici da chiamare e almeno un post per ringraziare gli organizzatori del RomagnaCamp e tutti gli amici che ho visto. Promesso che poi lo faccio…

Dentro al sacco a pelo il porco CampCamp-a

CampCamp Romagna 2007
Questo orripile giuoco di parole è frutto di una notte insonne dovuta ad un attacco di raffreddore acuto cominciato verso le quattro e mezza quando mi sono svegliato in preda a starnuti forsennati. Ora leggo da Fullo che le previsioni meteo richiederanno pazienza (e un sacco a pelo) e una buona dose d’audacia nel caso si voglia fare il bagno, questo vuol dire una cosa sola: spremuta d’arancia e aspirina come se piovesse altrimenti mi toccherà tenere il mio bel costumino rosso da baywatcher nello zaino come l’ultima volta.
A giudicare dalle foto del campeggio (sede del CampCamp) e del bocabarranca (sede del RomagnaCamp) direi che sarà una favola, peccato solo per i compagni di merendine

Niente Panico! Ok, panico

Qualche volta mi diletto a scrivere di cose inventate come s’eio fossi un romanziere. Questa, è una di quelle.

Nella prima parte della mattinata, il cozzulente asiendale ha spiegato a soci e ragioniera i principi base della “ragioneria”, non una ragione qualsiasi nè, r-a-g-i-o-n-e-r-i-a. Credo che questo fosse l’incontro conclusivo in cui si riassumono i fatti principali e poi si finisce con un bel colpo di scena: “Colpo basso alla porta, entra una squadra swat che urla: ‘Fermi tutti, questo è un accertamento fiscale!’. La prima cosa è non farsi prendere dal panico poi un bel respiro e quindi mettersi a piangere. Buio, musica inquietante, titoli di coda”
Nella seconda parte credo si sia parlato del “diagramma di Pareto“, non una parete della stanza eh proprio Pareto, quello con la coda lunga.

Fatti, persone e bilanci presenti nel breve racconto sono frutto della fantasia dell’autore e non si riferiscono assolutamente a cose reali auscultate anche per sbaglio nei corridoi asiendali.

Aereopuerco de Liñate

Oggi sono andato all’aereopuerco di Liñate per recuperare il mio figlioletto adottivo; è un bel posto l’aereopuerco, ci stanno tutte le macchiette in posto solo ché sembra di stare al bagaglino. Signorine vestite come Julia Roberts in Pretty Woman prima di incontrare Richard Gere ma dopo aver incontrato troppe chilocalorie, cafoni in stile “er monnezza”, omosessuali à la Jack di Will & Grace ma vestiti come quello di 24; c’erano anche un paio di finti mafiosi leccati da una mucca con tanto di anelliTiriPugni e scheggia di specchietto retrovisore incastonata in un orecchino. Gli aeri col ritardo schizzofrenico: arrivo previsto ore 18.05, 18.25, 18.45, 18.20, 19.00, 19.45, 20.05, 19.46, 20.01 che sembrava di stare ne “L’aereo più pazzo del mondo”, questo per 27 aeri su 39. L’edicola con le riviste più patinate che abbia mai visto “Volo & Vela”, “Golf & Cardigan”, “Il golf in barca a vela”, “Golf Country Club vicini ai porti per barche a vela” e l’Economista Mondaodori di questa settimana che in copertina a caratteri cubitali gridava “Esplosione dell’e-commerce, numerosi feriti ma pochi morti (e comunque non eccellenti)”.
Alla tivvù interna immagini che ritraggono il top management nazionale e pure milanese, gente che se non la condannano prima o poi una schioppettata se la prende come nella Chicago degli anni 20.
Ovviamente essendo un piccolo aereopuerco non ci sono internet point solo un paio di totem che gridano vendetta: uno non funziona, l’altro sembra funzionare ma è uno scherzo! Ci metti un euro e ti fanno navigare cinque minuti ma prima devi mostrare alla webcam un documento di indentità, premere sul touchscreen, che non funziona, il tuo ok e aspettare che il sistema ti risponda che il documento è illeggibile non fosse altro che la webcam è a) a bassissima risoluzione e b) l’obiettivo ricoperto di impronte cioccolatose di bambini stronz vivaci. Al terzo tentativo di far riconoscere la tua carta di identità hai finito i cinque minuti, avanti un altro che qui si devono divertire tutti ché siam in democrazia.
Alle 20.01 finalmente l’aero atterra e posso abbracciare il figliol prodigo, sono molto felice, temevo di dover sperimentare anche le toilette!
Un pomeriggio insolito che fa molto baol. Non ci sono più abituato, io di solito al sabato vado a qualche barcamp e anche la domenica se potessi.