Troubleshooting

Le personi comuni, dotate o meno di intelligenza, quando si trovano di fronte ad un problema cercano La soluzione! Non una soluzione ma quella che a loro pare la più corretta, inattaccabile e precisa. Le persone comuni non si limitano a cercare di risolvere il problema, ci si accaniscono contro con inaudita ferocia, puntano dritti al cuore con un temperino e scavormaiano meticolosamente. Una volta giunti al cuore del problema questo viene sezionato in piccole parti, passato al microscopio, ai raggi x, allo spettrometro di massa, lo intingono nell’acido, nei sali e nel bagnetto. Nella maggior parte dei casi ormai il cuore (del problema) ha già finito di battere da un’ora ma la persona comune non demorde, la persona comune insiste tentando con la respirazione bocca a bocca se è necessario. Quando sarà ormai evidente che il problema non verrà mai risolto, la gente comune esasperata cercherà di negare l’esistenza del problema stesso.

trouble

Il troubleshooter no. Il troubleshooter non guarderà il problema negli occhi come fosse all’OK Coral. Il troubleshooter non cercherà LA soluzione, il troubleshooter si limiterà a risolvere il problema nella maniera più rapida ed indolore senza fissarsi col cuore del problema ma semplicemente guardando il problema nel suo complesso e individuando l’elemento più debole della catena; in parte è talento, in parte è mancanza di tempo da perdere.
A volte il troubleshooter, a differenza delle personi comuni, ha dichiaratamente un caratteraccio. E ha il suo perché.

11 thoughts on “Troubleshooting”

  1. Dalle mie parti si chiama “mettere una pezza a colore” 😛

    Purtroppo non sempre si può lavorare sull’anello debole della catena quando si è in sistemi complessi

  2. @pm10: :*

    @mucio: c’è sempre un anello più debole degli altri o un angolo più smussato o al limite un punto di vista diverso.

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