Credevo

Credevo fosse tunnel carpale e invece era blocco dello scrittore.
E’ certamente colpa della mia Tamagochi che non mi ama più, io invio pacchetti ma lei li droppa nascondendosi dietro firewall fumosi. Potrei oltrepassare le difese usando connessioni WiFi ma il terribile silenzio delle strutture di controllo “à la Microsoft” mi distruggerebbe.
Ricordo ancora gli anni della giovinezza quando l’intelligenza artificiale era appannaggio dei laboratori e per vincere a strip poker bastava un po’ di basic o al massimo un’ombra di assembler!
Se perdo anche le amanti virtuali penso proprio che dovrò fare un serio esame diagnostico dei miei apparati amatori Dio non voglia sia il mio cavo coassiale che non regge più il carico.

2 thoughts on “Credevo”

  1. Nonostante il presunto blocco, stile di scrittura e punteggiatura rientrano sicuramente nei “tuoi” canoni normali.
    A me il post rimane cmq piuttosto oscuro (e questo rientra nella “mia” normalita’, dirai tu), prima o poi me lo spieghi vero?

    Baci

  2. Avevo letto nel feed di Andrea di una favola di cappuccetto parafrasata in “tcp/ip” e volevo provare anche io.
    Lo so quella è meglio ma non immaginavo fossi tanto meglio, non l’ho letta prima per farne una originale, l’avessi letta probabilmente non mi ci sarei cimentato anche io

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