Della crisi dei giornali e dell’autorevolezza dei giornalisti della carta stampata

Sul solito corrierino dei piccoli a proposito del Piano Caio finito su Wikileaks, attribuisce a quest’ultima una sorellanza con wikipedia.

Due amici di Wikimedia Foundation hanno provato a far notare l’errore all’autore dell’articolo, il Sig. Massimo Sideri, senza ottenere risultati apprezzabili. Riporto qui una frase che mi fa ridere, così non piango, dal post di ciascuno dei due :

.mau.: […] Ieri mattina ho scritto a Massimo Sideri, l’autore dell’articolo, con in copia Marco Pratellesi in qualità di chi per quanto ne so è il direttore di corriere.it[…] La risposta di Sideri, che non copio qua perché è un messaggio privato e visto il tono potrei anche rischiare una denuncia[…]

Frieda: […]Sapete che c’è? Se il Corriere è mediamente accurato nelle sue notizie come lo è tutte le volte che cita Wikipedia, beh, è il caso di iniziare a leggere Novella2000. Almeno il gossip è divertente!

ps
Se hai voglia di dare uno sguardo al famoso rapporto riservato intitolato “Portare l’Italia verso la leadership europea nella banda larga”, puoi scaricare il pdf

La parodia dell’obbligo

Nonostante alterne vicende e qualche problemino storico che fatico a risolvere, mi sento felice ultimamente e sereno e mi è anche tornata la voglia di leggere. L’ultimo libro che mi è capitato in mano è “I ferri del mestiere” di Fruttero e Lucentini i quali nel 1984 scrivevano:

È un vero peccato che nella scuola italiana la parodia non faccia parte dei normali strumenti d’insegnamento […] In parte, forse, per una malintesa forma di rispetto, come se scrivere due paginette «alla maniera» di Verga o D’Annunzio equivalesse a uno sberleffo, a uno sgorbio volgare sul loro sacro monumento. In parte deve poi entrarci quel rovinoso atteggiamento che gl’italiani hanno sempre avuto verso la cultura (ma anche verso la politica, l’ecologia, il sindacalismo, ecc) che gli fa apparire «serio» soltanto ciò che è altisonante, impettito, astruso, per cui, conversamente, ogni approccio di sapore pragmatico gli sembra ignobile e superficiale.

Quasi venticinque anni sono passati e la musica non è cambiata affatto, salvo forse quello che fa e dice l’Onorevole Gabriella Carducci. A quale esempio di alta politica stia facendo il «verso» però, mi rimane un po’ oscuro.