Agile Geek

Letta qualche tempo fa a proposito di Linguaggi Estensibili:

  • Anonimo – ecco ora pero devi mostrarci un’esempio in python di libreria attiva grazie 🙂
  • Linucs – metti il codice dentro __doc__ con due tag e poi lo butti dentro un eval sempre se ti regge lo stomaco

[da wup]

Io rido sempre come un matto quando la leggo voi no?

Update
Ludo traduce per i comuni mortali:
Traduzione per i non python-gnoscenti: per fare la libreria attiva più semplice metti del codice nel posto dove Python si aspetta il testo descrittivo di documentazione di un oggetto, lo distingui dal testo usando due tag, poi quando il programma sta girando lo estrai dal testo descrittivo e dici a Python di interpretarlo come righe di programma.
Traduzione semplice: una vera schifezza! Chi ha scritto una cosa così dovrebbe essere costretto a programmare in VB (quello vecchio) per il resto della sua vita…
A parte che oltre ad essere una schifezza non ci ha neanche beccato: non è un esempio di libreria attiva, è solo codice messo dove dovrebbe stare del testo, non codice che si adatta e modifica il programma in corso mentre sta girando…

Considerazione personale: Ma si è una specie di codice automodificante, roba che si usava quando c’erano i veri programmatori (quelli veri nè, che il C è acquetta fresca)

Mi sento cosi’…

E’ un periodo storto e non so neanche io il perché, sono più stanco del solito, più nervoso del solito, più incattivito che mai. Oggi in particolare poi avevo tre diavoli per capello (in testa ne ho pochi e tocca arrangiarsi come si può) e mentre tornavo a casa, mi lamentavo tra me e me per la situazione in cui vivo ché in fondo è tutta colpa mia. Ho sbagliato scelte importanti a volte e ho puntato su mani troppo deboli altre e mentre sono lì in macchina che mi rimprovero e cerco di chiedermi scusa (sempre da solo) per la mia incapacità a reagire, ad essere finalmente più cinico e se necessario meschino, mi fermo ad un semaforo rosso. Bussa al finestrino un ragazzone con le spalle larghe e un borsone nero: “Scusa, non vai mica a Spinetta?”. Lo guardo accigliato e rispondo “Certo! E’ di strada!”. Sale in macchina e gli squilla il cellulare, parlotta con il padre che lo avvisa che il resto della “squadra” è già al “campo”. Il ragazzone si volta verso di me, esita, poi mi chiede se per caso non proseguo fino ad Alessandria, magari dalle parti dello stadio e io, dopo un paio di micro secondi lo apostrofo con un durissimo “Certo! E’ di strada!”. Così lo accompagno fino alla meta e scopro che sta per giocare una partita “amichevole” con la Valenzana che serve a trovare qualche nuova leva per il Torino. Arriviamo alla meta, il ragazzone mi saluta e mi ringrazia e io con tutto il livore possibile gli auguro in bocca al lupo.
Adesso son qui, ho visto l’ultima puntata di lost (non che le scarichi signor Giudice, lo so è illegale), eppure non mi sento meglio.
Son qui e mi sento così…