Felicità

Scopro grazie a The Rat Race che La Repubblica, forse a corto di cantonate (informatiche), ha tradotto un articolo del New York Times dedicato al pericolo delle connessioni WiFi:

Gli agenti delle forze dell’ordine mettono in guardia specificando che queste connessioni sono pressoché monopolizzate da chi le utilizza per la pornografia infantile, le frodi, le minacce di morte e il furto di identità e di carte di credito [...]
Sono oltre dieci milioni le abitazioni degli Stati Uniti ad avere una stazione base Wi-Fi che consente un collegamento a Internet senza cavi: è quanto risulta alla ABI, una società di ricerche tecnologiche di Oyster Bay nello Stato di New York. Per capire le dimensioni del fenomeno basti pensare che nel 2000 non ce n’erano. [...] Secondo gli esperti nessuna di queste basi ha mai attivato una delle funzioni, disponibili in quasi tutti i routers Wi-Fi, che cambiano i default del sistema, rendendo il network inaccessibile agli estranei e criptando i dati che vi passano. Il non rendere sicuri i network in questo modo fa sì che chiunque abbia un computer che può usare il Wi-Fi e si trovi nel raggio di 60 metri dalla stazione base possa sfruttarne la connessione Internet.

A parte l’itagliano e il terrorismo culturale vorrei sottolineare il pessimismo:

“Ma gli esperti sanno che la maggior parte dei consumatori che spende tra i 48 e i 64 euro per un router Wi-Fi sono semplicemente felici che funzioni e non attivano mai la funzione di scrittura criptata.”

Cosa vuol dire “sono semplicemente felici che funzioni”?

ps
E’ notizia dell’altro giorno che la “funzione di scrittura criptata” (il wep a 128bit…) regge per 3 minuti anche se l’agente dell’FBI, che descriveva l’attacco, ha assicurato che normalmente sono necessari dai 5 ai 10 minuti.

Mi vogliono morto

Quando uno, non è solo bello ma, anche intelligente. Quando uno è sagace e ha successo con le ragazze. Quando, in sostanza, uno è come me, poi diventa ovvio che qualcun altro lo voglia morto. E’ nell’ordine delle cose. La congiura demoplutodolcicratica è evidente almeno come quella alcoolico-oltranzista o così pare a me, guardando come ho completato il (già abbondante pranzo inaffiato di Montepulciano d’Abruzzo di Camillo Montori):
tirami sù e giù e sù
Fortuna che avevo ancora un po’ di grappa del Nino che, mi dicono, scioglie efficacemente zuccheri e forse pure i grassi.