L’ora delle gozzovigliate inevitabili

Nic McPhee\'s photo

L’ora, delle gozzovigliate inevitabili è giunta! Ormai, possiamo tranquillamente dire: pure passata!
In un coacervo di blogger, di entrambi i sessi ma dello stesso schieramento liberal-progressista ma non progredito si è tenuta presso una nota vineria alessandrina, la prima storica riunione dell’asse Tortona-Alessandria-Asti che speriamo di gemellare presto con quelli di Torino-Milano sì che si possa ridurre il nemico pa-do-va-no ad un misero cumulo di bit informi, più che informatici (almeno così dice qualcuno dall’anima candida). Non sono mancati i collegamenti audio con amici di sotto il Po, che non hanno esitato a sospendere la loro opera scoopatoria per rivolgerci un caloroso saluto. Da parte nostra non sono mancati pensieri affettuosi per blogger con bei popò.
Quanto prima speriamo di replicare, magari con quelli di Pavia e dintorni, che son mancati e che tanto danno (inconsapevolmente) alla causa.

N.B.
Il tenutario di questo blog non ha costumi tanto facili per via di certa sua obesità che lo incapponisce su posizioni di assoluta fermezza nel mezzo della corrente d’aria.
Quindi, se poteste evitare qualsivoglia critica negativa sui blogger tortonesi che sono particolarmente sensibili, ve ne sarei grato. Fa troppo caldo per mettersi a togliere commenti o per scrivere vibranti repliche!

Uggiornametos
Surreale ha messo su qualche foto che va ad aggiungersi alle altre (1, 2, 3, 4)

Lost

Anche quando ti sembra di esserti perso su un’isola deserta, probabilmente non sei solo. Forse c’è chi la pensa proprio come te:

  • C’è gente che non sa fare la O con il bicchiere (come direbbe mia madre).
  • Questa gente ha tutti i diritti di esistere.
  • Questa gente, tuttavia, non ha il diritto di esistere entro i tre chilometri di raggio dal sottoscritto.
  • Questa gente non dovrebbe avere il diritto di lavorare dove lavoro io.
  • Questa gente non dovrebbe prendere iniziative.
  • Questa gente, quando sente il bisogno di fare cazzate, dovrebbe preparsi anche una Ultima Frase (a sua scelta), da recitare in continuazione, cosicché sia pronta quando arriverò io, con furious anger and great vengeance.

In sintesi: oggi mordo. Alla giugulare.

Oppure piango, a scelta.

Più tardi cronaca di una serata con blogger dell’asse Tortona-Alessandria-Asti, mica fichi.

Sano come un pesce in barile

Le porte dell\'inferno
Ci sono ancora nè, forse riesco pian pianino a tornare alla vita civile; il lavoro sembra calare un po’ anche se i danni a cose e persone ormai sono in alcuni casi irreparabili.

Venerdì la “serratura” del portone in magazzino ha dato forfait; definire serratura quell’ammasso di ferraglia è peggio che chiamare portone quei due lastroni di ghisa formato 3×3 metri ma qui tutto sembra perdere il significato originale. Mi chiama X, amata e adorata, per avere aiuto e, dopo un paio di accidenti pare evidente a entrambi la necessità di passare all’ingegnere (martello c.v.d.). Arriva Y che chiede che succede, le spieghiamo che la serratura non va. Ci guarda armeggiare con martelli, seghe e punteruoli. E’ atterrita, balbetta poi, con un filo di voce proferisce:

Magari non ha mai funzionato!

In lontananza si sente solo il suono pieno di un flessibile che parte…

In prima serata ho testato il nuovo gillette m3 power non un semplice rasoio, è un concentrato di tecnologia spaziale assolutamente fantastico, nella mia mente bacata lo pongo a pari merito con una serata in compagnia di Alessia Fabiani. Credo che in fondo questa perversione (“passarsi una lama vibrante sulla faccia” vs “serata con gran topona”) sia da ricollegare ad una chiaccherata avuta con una cara amica nel pomeriggio che mi ha ancor più destabilizzato.
Io sono un gretto e ho bisogno di figure semplici a cui ricondurre tutto per sentirmi tranquillo, social network o grafi che disegnano improbabili archi di conoscenza mi rendono nervoso. Dopo aver esplorato la blogsfera italiana per mesi, sono arrivato alla conclusione che è una cosa tipo la terapia di gruppo, tutti a raccontarsi i propri drammi personali e tu zitto, perché pensi di essere comunque uno troppo strano. Poi c’è una pausa, ti prendi un caffè con la tipa che avevi seduta vicino e con la quale hai scambiato due chiacchere, sembra sentirsi a suo agio e quindi attacca a raccontare, con gli occhioni da bimba, fantasie sessuali da far impallidire un marinaio.

Ho concluso la serata guardando le ultime 3 puntate di un noto telefilm ambientato su un’isola deserta (o quasi…) col risultato che a mezzanotte ho portato il cane in giardino guardandomi continuamente attorno per paura di essere travolto da un cinghiale o fatto a pezzi da un’ombra.

Direi che questo è il fondo del barile quindi adesso posso cominciare a risalire la china.
Credo.
Spero…

Quel Gallo del Moni

Fabrizio de André
Tina, come da contratto, interrompe intempestivamente il mio sonno (detto “dei giusti”) questa chiccha Surreale:

GRUPPO ALESSANDRIACOLORI DALLA PARTE DEGLI ULTIMI

Incontro con Don Gallo e Moni Ovadia nel ricordo di Fabrizio de André

MERCOLEDÌ 22 GIUGNO 2005 – ORE 21.00
Viale Teresa Michel 2 – Alessandria
presso la sede dell’Associazione Cultura e Sviluppo
(gentilmente concessa)

Potreste incontrare gente gente divertente anche se non promettono nulla. Sarebbe bello avere anche qualcuno di Acqui (o giù di lì) As-ti, magari di Ge-no-va e altri mai visti o visti poco.
Sarebbe bello avere anche tipe assurde ma forse sono un po’ troppo lontane.
Se siete qui vicino o distanti ma volenterosi, fate un salto che poi magari ci si beve una birra, si fan due chiacchere.