Archivio della categoria: Vita vera

Pazze risate

Lego Star Wars Microfighter Parte 1Sicché il Capo sta meglio, i dottori son tutti “Ah… stessi bene io come sta bene lei” epperò se la tengono lì a portata di stetoscopio e così oggi che è il secondo Civilisario, con un po’ di Patè d’Animo abbiamo festeggiato in ospedale giocando i giochi (e… ), brindando con l’acqua che fa fare plin plin perché fa bene e perché alla fin fine eravamo tanto contenti di poter festeggiare assieme.

 

Una serata un po’ diversa dal solito

E quindi Milan l'è on gran Milan!un paio di giorni fa, serata ER, nel senso che siamo andati al pronto soccorso con Serena.
In effetti siamo andati dalla dottoressa che quando ha visto Serena tanto gialla è diventata bianca e ci ha sparati al suddetto PS.
Che dire… Tutto molto bello ma non eccezionale, tipo la 4a stagione (di ER) quando non c’è più George Clooney e c’è quel dottore nero un po’ sfigato che quando pensi che forse ce la fa, schiatta sotto alla metropolitana.
C’era un infermiere che sembra Michel Serrault ne “Il Vizietto”, personaggio interessante ma interpretazione un po’ sopra alle righe, più adatta ad una commedia che ad un dramma e l’infermiera Annie Wilkes (Misery). Altri personaggio notevoli l’accompagnatrice di un contuso modello “slava da film Vanzina” e il maschio alfa un po’ bovino che si è battuto con onore! Ma alla fin fine le ha prese e allora denuncerà il folle, folle che ha tirato due pattoni al nostro per via di certe battute.

Un cinepanettone che, forse, uno ne farebbe anche a meno potendo.

Tutto questo per dire cosa? Serena è ricoverata per qualche giorno al Fate Bene Fratelli, i dottori sono confidenti che si rimetterà presto, basta un po’ di riposo e quelle 4 o 5 flebo di antibiotici al giorno.

il milanés

Sono al parco Montanelli come migliaia d’altri, mi son portato la copertina da parco e sono coricato in penombra. Sto leggendo il libro di Giulio MozziSono l’ultimo a scendere” (Mondadori). A pagina 80 c’è un racconto intitolato Milano, cerco di leggerlo ma c’è confusione: un gruppo di ragazzini gioca a pallone, una coppia che litiga e un gruppetto di persone di col0re che parlano una specie di inglese discutendo animatamente. Ad un certo punto due di questi alzano la voce sempre più in un botta e risposta finché uno dei due si ferma. Per un secondo c’è un silenzio surreale poi, la risposta dell’altro: “ma va a caghé“.

Riprendo a leggere il racconto intitolato “Milano”

L’uomo (bi)centenario

Oggi mi serviva assolutamente la carta di credito ricaricabile per fare un acquisto online, come prima cosa visto che non l’avevo ancora fatto, sono andato sul sito della mia banca per verificare la mia visa.

Per chi no habla, la verifica è un ulteriore codice, dopo il numero di carta, la data di scadenza, il nome e cognome, il codice di verifica, per autenticare la propria carta online.

Tecnicamente credo abbia un senso: se tu, lurido bastardo d’un mariuolo, mi soffi i dati di cui sopra perché li hai letti mentre ti pagavo il conto, il codice “Verified by Visa” non lo puoi conoscere, certo a volte, ci metterei meno ad andare in un negozio e pagare in contanti che mettere tutti quei dati ma vabbeh.

Comunque, son li che metto i miei preziosi dati, che la banca conosce ma che mi chiede per sicurezza ulteriore e mi fermo dove già mi ero fermato altre volte: alle domande “quando sei nato” e il tuo CAP.

Imbecille sono imbecille e sia ma quando sono nato me lo ricordo e pure il CAP della mia città natìa.

Alla terza volta  che il sistema mi rimbalza con scritte minacciosamente rosse, mi decido e faccio quello che odio fare, alzo il telefono e mi metto in contatto con una persona, nella fattispecie Simona.

Simona è gentilissima e rapidissima, si rende conto subito che per un banale errore di immissione la mia data di nascita risulta essere il 20 gennaio 1907 e così in un paio di minuti vengo rincuorato nonché appellato “signore” per la mia veneranda età. Mi viene detto che è stata avviata la richiesta di riallineamento della data di nascita collegata alla carta con quella del conto.

Ora a distanza di quasi 12 ore ovviamente il db non è ancora allineato e io non posso fare a meno di pensare che la mia futuribile banca, con cui ad essere onesto mi trovo magnificamente, probabilemente usa delle procedure in cobol e operatori che eseguono “job in batch” la sera e la notte.  Come negli anni 70, proprio come quelli che eseguo io.

Che orrore.

Nella scrittura di questo post nessuna grammatica è stata seviziata di proposito, l’ortografia creativa è stata generata al computer scrivendoci con spesse lenti deformanti. Per una migliore visione si raccomanda una sala dotata di apparecchiature trutreD e di occhialetti scuri.