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La biblioteca di vetro

Cominciò con un numero di telefono sbagliato, tre squilli di telefono cellulare nel cuore del pomeriggio e la voce all’apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto (molto) tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ciò che gli era accaduto, avrebbe concluso, che nulla era reale come qualcuno che rompe le balle per caso. Ma questo fu molto tempo dopo.
All’inizio, non c’erano che il corso e le sue conseguenze. La questione non è se si sarebbe potuto seguire tutto o se invece tutto fosse di per sé incomprensibile a partire dalla prima parola detta dal noto insegnante. La questione è il corso in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo.
In quanto a Lord Candida, non serve dilungarsi su di lui. Continua a leggere

Quando eravamo giovani

The Fever\'s photo

B: Julie!
J: Benjamin! Quanto tempo!
B: Eh si, mia bella Julie! Quanto tempo! Ti trovo bellissima come sempre anche se, forse un po’ ingrassata.
J: La maternità…
B: Un’altra?
J: No! Sempre la stessa. Conto comunque di tornare in forma presto e poi…
B: E poi Julie?
J: E poi ho chiesto un rimborso alla vita.
B: Un rimborso alla vita? Come hai fatto?
J: Sono andata all’ufficio postale universale, ho preso un bollettino l’ho compilato, imbustato e spedito.
B: Incroyable!
J: Si! Ho chiesto un milione di franchi! Un milione e 15 franchi per l’esattezza.
B: Per cosa sono i 15 franchi?
J: I Capelli, i miei bei capelli rossi sono tutti sfibrati ho bisogno del parrucchiere.
B: Mia dolce Julie quanto tempo!
[si danno un lieve bacio sulla guancia]
B: Sono curioso, che cosa hai messo nella causale del bollettino?
J: Causale: maternità
B: Ahhh

[Dedicato alla mia Julie]

L’importante è cominciare

Questa è una bozza, anzi una traccia si ma, non per un romanzo, diciamo più per un racconto si, si si, un raccontino breve, tipo ogni capitolo solo 2000 battute e son solo 2 capitoli o magari ne basta pure uno.

[incipit]
I due si stavano baciando. Lei in piedi, ancora per poco, appoggiata allo schienale del divano e lui, di fronte l’abbracciava baciandola dolcemente. Si staccarono solo per un paio di secondi come per subliminare; lui aveva un’aria strana e imbarazzante, sembrava titubante di voler proseguire. Lei incrociò i suoi occhi quasi per caso e gli chiese direttamente cosa avesse e lui per ringraziarla di quella sferzata rispose che era da tanto tempo che lui… Ma lei lo interruppe, si avvicinò languidamente all’orecchio e gli susurrò che era semplice come andare in bicicletta, incrociò nuovamente il suo sguardo lui era disgustato, arretrò.
Lei non capiva era spaventata e amareggiata allo stesso tempo, chiese solo “cosa?” Lui disse “Mi ripugna persino l’idea, non concepisco come… come si… come si possa baciare una bicicletta.
Lei era incredula, stupefatta e all’improvviso ilare: gli scoppio a ridere in faccia! Lo abbraccio forte gli ripeté “Ma che sciocco” e andarono a letto.
[note a margine: lei lo sbeffeggia per tutta la notte, per questo motivo lui non va in bicicletta ne lei sulla canna. La loro relazione sta prendendo una brutta piega]