webdays 2005 – il resoconto
Sono ahime finiti i webdays di Torino, sono stati tre giorni impegnati e stancanti (ho dormito 3-4 ore per notte al massimo) ma la fatica è stata ben ripagata.
Le conferenze sono state interessanti (entro certi limiti) e soprattutto la compagnia meravigliosa, ho avuto modo di rivedere vecchi cari amici pazzi e di conoscere di persona altri che seguo online (elenco in rigoroso ordine sparso e parziale: Luca, Tiziano, Lele, Emanuele, Tambu, Ludo ed Enrica e ovviamente Enrico) .
Pranzi, cene e viaggi in treno con queste persone hanno rappresentato i momenti più significativi della tre giorni appena passata e proprio su questo punto vorrei fare la mia prima considerazione: oggi ci sono i social software, i social bookmarking, i social photoblog e le audio conference in voice over ip ma alla fine per creare, sviluppare e cementare veramente amicizie e collaborazioni, non c’è niente di meglio di “du spaghi” in the real life. Proprio per questo trovo che anche l’edizione 2005 di Webdays sia da valutare positivamente, mi ha portato a chiaccherare con persone che difficilmente avrei incontrato altrimenti; di incontri “mondani” nella blogsfera italiana non ce ne sono molti e anche quelli meno tecnici sono da (imho) incoraggiare e quindi rivolgo i miei ringraziamenti più sentiti a tutta l’organizzazione della manifestazione e in particolare ad Axell.
Per chi volesse seguire una discussione critica su quello che questa manifestazione rappresenta, potrebbe o dovrebbe essere vi consiglio di leggere il post di Ludo e i commenti che personalmente ho trovato molto illuminanti. Chissà che non nasca un reale progetto per un nuovo incontro più tecnico, in fondo di idee in proposito ce ce ne sono…
Per quello che riguarda gli aspetti sociali della manifestazione spero di aver dato un buon contributo facendo il buffone come non capitava da tempo, ho pure avuto l’occasione per fare uno scherzo decisamente gustoso anche se involontario al povero Marco Candida. Dovete sapere che Marco insieme al buon Giulio Mozzi si appresta a preparare un nuovo laboratorio di scrittura creativa a Casteggio, ora una degli scopi di Marco è quello di avvicinare più gente possibile alla scrittura e alla lettura. Il popolo del blog come lo definisce Toni Siino è un popolo di screttori (scrittori/lettori) e rappresenta quindi il primo obiettivo da conquistare. Così mentre ci troviamo a cena, Candida mi chiede qualche consiglio sui nostri vicini di tavola, io escludo a priori Ludo (troppo macho con i muscoli e la maglietta aderente) e lo indirizzo a sua moglie Enrica (guarda che aria nobile ed intellettuale). Marco non se lo fa ripetere due volte parte all’attacco come un mastino! Dopo qualche minuto il nostro eroe si gira verso di me e noto che ha le orecchie da cocker ma preferisco non dire nulla per non metterlo in imbarazzo ed aspetto che mi racconti il suo insuccesso. Passano decine di secondi poi una voce sibilante dice “Ma tu, lo sapevi che insegna ad Harvard?” Avrei voglia di scoppiare a ridergli in faccia ma mi trattengo e chiedo quale materia insegni in una istituzione tanto prestigiosa. La curiosità prende il sopravvento, tira su le orecchiuzze e si rivolge di nuovo ad Enrica ma solo per pochi, per lui interminabili, secondi poi torna da me, coda fra le gambe e sospirando mi dice “Sanscrito”. Aveva la stessa espressione del bellone in Roxanne quando parlando della ragazza che ama e se ne esce con “non sarà mica un fisico nucleare” e Steve Martin gli risponde “Quasi, è un’astrofisica”.
Assolutamente esilarante, avrei solo voluto condividerlo con certi stanchi doloranti timidoni, sarà per la prossima cena…
Vediamo se mettendo un tag technorati mi considera di nuovo!
Tag:webdays
Sei stato un grande a tavola!