Lasciami il segno, fammi godere

Ho trovato un’ideuzza carina sul blog di Mantellini (che a sua volta ha preso qui):
il De-Lurking Day

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Lascia un segno del tuo passaggio fammi capire chi capperi mi consuma tutta la banda!

14 pensieri riguardo “Lasciami il segno, fammi godere”

  1. Alla domanda “Won’t you comment?” risponderi “No”. Poi mi sovviene che così facendo sarei come quelli che votano “No” ai referendum invece di starsene a casa. Oddio, ho postato un commento chiedendomi se era il caso di farlo, e prima ancora di averlo capito è già troppo tardi!
    Non so se da oggi in poi la mia vita sarà la stessa, però il tuo blog lo leggo volentieri quando razzolo la Rete alla disperata ricerca di sense of humour. Come? non era tua intenzione essere ironico?!? Ma perché mai al giorno d’oggi, e in particolare nell’informatica, tutti si prendono così tanto sul serio?

    My 1 cent.

  2. Non è solo nell’informatica. E’ un mondo di frustrati, il modello proposto dalla TV è il tipo vincente, bello, estroso. L’autoironia la fai con a fianco un figone da cinema, mentre bevi un aperitivo in un locale trendy.
    (Unica eccezione: Se sei spettinato, trasandato ti rendi conto di non essere più un ventenne e nonostante tutto questo fai autoironia probabilmente sei George Clooney o Brad Pitt… maledetti tutti e due!)

    N.B.
    No… serio… io? Mmmh no non mi pare, ricordo di esserlo stato una volta, 15 anni fa forse.

  3. C’è un aspetto di quella umanità stereotipata che ci viene propinata dai media che trovo persino più disgustoso: quello degli “alternativi”, tipo gli smanettoni esauriti, gli intellettuali stravaganti, i matematici pazzoidi e altre banalità del genere.
    Ad esempio, quando mi capita di parlare di cinema faccio sempre fatica a convincere il mio interlocutore di turno del fatto che — pur essendo un informatico — “Matrix” mi lascia abbastanza indifferente. Trovano incredibile che non lo consideri “fondamentale”, al punto da credere che lo dica per anticonformismo (di fatto banalizzandomi).
    Adesso ho fame e, incredibilmente, vado a mangiare in un baretto dove un barista equivoco e con una moglie al di sopra delle sue possibilità si diletta a preparare pasti che costano persino poco… Buon appetito.

  4. ciao, matteo. mi chiamo manuela. scrivo da l’aquila. ti ho visto alla blogfest ma no ho avuto il coraggio di avvicinarti. ti leggo da sempre. invidio il tuo cane. ammiro il modo in cui ti pettini. eccomi qua.

  5. 76!!! come mia sorella feroce sardina!
    Fossi appena un pochina più vecchia ci farei un pensierino (o almeno un po’ di brodo) 😛

  6. @Rosso: a me Matrix (il primo) è piaciuto tanto ma da questo a giudicarlo “fondamentale”…
    Sono dei poveretti che leggono T3 e si sentono in sintonia col mondo tecnologico, esperti navigatori di un mare elettronico! Ci finissero mai in un flusso di elettroni poi vedi che smettono di dire certe fesserie.

  7. L’avevo intuito! Dal tono più che altro. E’ evidente che sei un’animalista convinta! Scommetto che i cani ti fermano per strada a farti le feste 😀

  8. Ehm, in realtà non è che sia un lettore abituale… dev’essere la seconda volta che passo di qua 😉
    Però mi sa che siamo concittadini, mandrogne pure tu? 😀

  9. Qui siamo dei provinciali e ci pare incredibile che non ci sia la dogana tra un quartiere e l’altro… con le facce che hanno quelli poi 😀

  10. Pingback: Pandemia

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